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martedì 10 giugno 2014

Donne e Uomini a metà...

<<Non è facile guardare in faccia la trasformazione
È il mio corpo che cambia
Nella forma e nel colore è in trasformazione
È una strana sensazione
In un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
E cambia e cambia e cambia e cambia> "Litfiba - Il mio corpo che cambia"

Il testo di questa canzone descrive i vari cambiamenti del corpo che possono avvenire nel corso della vita a seguito di molteplici eventi attesi ed inattesi…
Intanto ci sono le modifiche collegate allo sviluppo, quelle collegate alla nostra volontà come diete, tatuaggi, piercing, operazioni di chirurgia plastica; ma ci sono anche i cambiamenti a seguito di un tumore o altre patologie…

Com’è difficile parlare delle trasformazioni del nostro corpo… l’argomento è molto delicato e vasto.
Questo post nasce dalla voglia di poter descrivere ciò che succede ad un malato oncologico che si ritrova a dover accettare e identificarsi con le modifiche del corpo e dell’anima…

In questi anni sono tante le domande che mi sono posta, infatti questo post si articola tra domande e risposte….
Ho seguito il consiglio di Gigi Marzullo: <<Si faccia una domanda e si dia una risposta>>

Ma cosa succede dopo un’operazione? è facile per noi riconoscerci?
Inizialmente, subito dopo un’operazione, è difficile riconoscere noi stessi… ciò avviene con ogni tipo di operazione, anche con quelle fatte per scelta, con consapevolezza, quelle fatte per “abbellire” il corpo, come ad esempio operazioni al naso, al seno ecc… io sono sicura che anche queste persone, inizialmente guardandosi allo specchio, non si riconoscono...

Adesso pensiamo a quelle persone che subiscono interventi, magari in emergenza, interventi salva-vita, senza aver chiesto nessuna modifica, senza aver chiesto proprio niente…

Appena svegli la prima cosa che si prova (ovviamente parlo della mia esperienza) è una sensazione indescrivibile... una voglia di vivere a colori, di correre a pieni polmoni, di fare una passeggiata a mare, e soprattutto un senso di benessere... e soprattutto la prima cosa che ho fatto è ringraziare Dio per avermi permesso di vivere una nuova vita, per avermi dato la possibilità di riaprire gli occhi e poter vedere le persone a me care, il mondo... la vita.. anche se inizialmente ho avuto un rifiuto del “nuovo corpo”…

E il rapporto con il corpo cambia?
Il mio corpo, specialmente la mia pancia, ormai è un intreccio di cicatrici… segni indelebili della malattia, MA AL TEMPO STESSO SONO SEGNI DI VITA…

Inizialmente non sopportavo le mie cicatrici, neanche riuscivo a guardarmi allo specchio, ma poi è nata in me una nuova consapevolezza…

La consapevolezza di essere viva e quindi quelle cicatrici tanto odiate adesso sono diventate mie amiche… senza quelle cicatrici oggi io non sarei qui.

Inizialmente avevo ribrezzo anche a toccarmi la pancia, adesso invece, spesso, prima di addormentarmi, mi capita di accarezzare la mia pancia, seguire il percorso delle cicatrici e ringraziare Dio per avermi donato quelle cicatrici e quindi la possibilità di continuare a vivere…

Il mio corpo ha subito altre trasformazioni, non solo quelle legate alle operazioni chirurgiche... 
Per chi mi conosce sa che lo scorso Agosto ho dovuto rasare i capelli a seguito della chemio... io ho accettato sin da subito questo cambiamento (per chi non ha letto consiglio il mio post "Chi si innamora di capelli e denti si innamora di niente"), perché comunque sapevo che era solo una fase passeggera... adesso, visto che sto continuando ancora la chemioterapia, probabilmente dovrò rasarli nuovamente, ma per me non è un problema, ma capisco benissimo che spesso non è facile accettare anche questa trasformazione....
Altra trasformazione subita dal mio corpo è l'essere ingrassata e gonfiata, ed adesso con le nuove cisti ovariche enormi la mia pancia è molto gonfia... mi da anche fastidio... ma so che passera anche questo...
lo so, inizialmente non è facile accettare i cambiamenti, ma pian piano e con il sostegno giusto ci si riesce....

E lo specchio?
Inizialmente lo specchio è un nemico, guardi quell' immagine riflessa e ti chiedi: ma questa persona chi è?
Poi pian piano inizi a prendere confidenza, a conoscere l'immagine e soprattutto riconoscerti.... poi ad un certo punto arriva la magia...
Il sorriso... quel sorriso che di riflesso ti illumina doppiamente... allora lì prendi consapevolezza dei cambiamenti, alcuni per sempre ed altri solo passeggeri... ma prendi consapevolezza della vita e di quanto il tuo corpo, seppur tagliato, mutilato, imbottito di farmaci, inizialmente odiato, abbia compiuto un miracolo... 
il miracolo della vita... si è adattato, seguendo i suoi tempi di ripresa, alla nuova esistenza ed anche tu pian piano ti abitui alla suo cambiamento...

In fin dei conti cos’è il nostro corpo?
È solo un mezzo di locomozione, di comunicazione, di condivisioni delle emozioni e delle  esperienze guidate e scelte dalla nostra anima…

Se ci soffermiamo a riflettere il nostro corpo è come un oggetto... pensiamolo come ad un vaso…
Un bel vaso appena creato da un artigiano, bellissimo, lucente, pronto a contenere fiori, oggetti, desideri… poi un giorno, arriva l’evento inatteso… qualcuno un po’ sbadato o incurante della nostra fragilità,  ci fa cadere a terra….
Ci rompiamo in più pezzi…
A questo punto il nostro destino può prendere due strade…
La prima essere gettati via e magari successivamente essere trasformati in un altro oggetto…
La seconda è essere riparati… i pezzi vengono incollati tra di loro, con cura, stando attenti a mettere ogni pezzo al suo posto… il vaso non sarà mai più quello di prima, ma con la riparazione potrà continuare a vivere la sua vita e continuare a svolgere il suo compito, e chissà magari successivamente sulle parti riparate verranno messe delle decorazioni per renderlo ancora più bello e sicuramente unico!

Le modificazioni del corpo in un malato oncologico derivano solo da interventi chirurgici?
Come ho detto gli interventi ti lasciano delle cicatrici, ma non solo… dietro ad ogni cicatrice c’è l’asportazione di qualcosa…

Chi è più fortunato subisce l’asportazione solo del tumore;  ad alcuni vengono asportati organi interni, sia sani che pezzi di esso; altri subiscono asportazioni più visibili perché a seguito di un intervento hanno perso parti visibili del proprio corpo. Si possono perdere parti afferenti alla femminilità come ad esempio l’asportazione del seno; parti afferenti alla motricità, come ad esempio arti; parti afferenti alla sessualità come asportazione di organi riproduttivi sia interni che esterni, ecc..

Perchè a seguito di queste asportazioni, il malato oncologico spesso si sente incompleto, frazionato, suddiviso, a metà?
Questo deriva anche delle conseguenze dei farmaci, della chemio, della radio, dell’idea che ci siamo fatti di noi, e forse anche dal sapere che il tumore era (è) dentro di noi…

Il tumore è qualcosa che è nato e cresceva dentro di noi… da qui la voglia di dividere l’interno del nostro corpo… allontanare l’ospite indesiderato, allontanare le cicatrici, rifiutare di accettare il nuovo “IO” sia esterno che interno…

Io inizialmente mi sentivo così… una donna a metà, una donna non donna… mi sentivo solo un corpo che lottava per la sopravvivenza, un corpo che allontanava (senza attuare una negazione della situazione) il tumore e tutto ciò ad esso collegato, e quindi anche le cicatrici…

Grazie al percorso psicologico sia individuale che di gruppo, grazie alla possibilità di mettermi a confronto e poter condividere le emozioni, le paure, le esperienze, "le cicatrici" con DONNE splendide, le “mie colleghe di patologia”, ho avuto la reale consapevolezza di me… del mio essere Donna, donna con la D maiuscola…

Ma cosa vuol dire oggi essere Donna? una malata oncologica può ancora sentirsi e definirsi Donna?
Essere Donna non vuol dire assomigliare ai canoni sociali e mediatici che ci vengono propinati, non vuol dire essere perfette fisicamente, non vuol dire mettere al mondo dei figli, non vuol dire fare la moglie…
Essere Donna è molto di più e si può essere Donna anche con parti del corpo mancanti, anche se non si può (o non si vuole) mettere al mondo un figlio, anche se si decide di non sposarsi mai (ovviamente lo stesso mio pensiero vale per l’Uomo)…

Il tumore, la chemioterapia, la radioterapia, i farmaci che ti trasformano il viso ed il corpo facendolo somigliare ad un pallone oppure ad uno stecchino, la mancanza di parti del nostro corpo, sia interne che esterne, non devono MAI farci sentire DONNE o UOMINI A META’…


Perché noi malati oncologici (o ex malati oncologici) non siamo a metà ma siamo esseri speciali, che hanno la possibilità di far vedere agli altri cosa riusciamo a fare anche se non stiamo bene, anche se cadiamo, anche senza alcune parti del corpo e con il cervello in confusione, anche se doloranti nel corpo e nell'anima…

Perché noi malati oncologici magari non sappiamo come e quando cadremo, e se ricadremo… ma sappiamo benissimo come rialzarci.

Il mio corpo che cambia...


E “l’Uomo oncologico”, come si vede?

Ovviamente io sono una donna e posso parlare solo della mia esperienza, del mondo femminile; riporto le mie emozioni, le mie sensazioni e quindi non posso parlare dell’universo maschile… ma siccome è un argomento molto interessante ho chiesto a Gianni,  un Uomo con la U maiuscola,  un “collega di patologia”, di scrivere qualcosa della relazione corpo/anima da un punto di vista maschile. 

Io&Gianni

Allora ho mandato questa email a Gianni:
<<Ciao caro, come stai? Io oggi sono al terzo giorno di chemio ma va tutto ok. Sto scrivendo un articolo per il blog che vorrei chiamare "Donne ed uomini a metà con l'anima intera". Il titolo è provvisorio ma comunque vorrei parlare del rapporto con il corpo, delle modifiche che il tumore porta (interventi, asportazioni di parti visibili e non, farmaci che ti cambiano l'aspetto) e descrivere come inizialmente l'impatto sia così forte da farti sentire donna (o uomo se ciò avviene) a metà. Ma poi per fortuna iniziando a vedere la vita attraverso gli occhiali dell'anima (e tanto altro) e avendo l'anima intera non ci si senta più a metà, ma un'unità ben inserita nella vita... d'altronde il corpo è solo il mezzo di trasporto della nostra anima. Mi piacerebbe, se ti va, che scrivessi qualcosa su questo argomento così pubblico due punti di vista ed ovviamente due rapporti diversi con il corpo, che ne pensi? Un bacio e buona giornata. >>

Questa è stata la risposta di Gianni:
<<Ciao cara, sarebbe stato bello scrivere qualcosa guardandoci negli occhi, ma come al solito il lavoro, gli impegni e la salute decidono anche per noi!
Il mio rapporto con l'anima è mutato tantissimo dopo la malattia, molti già balzano dalla sedia solo a leggere queste poche parole, è triste ti dicono, perché bisognerebbe cambiare prima, ma non abbiamo chiesto noi di ammalarci e non abbiamo chiesto noi di CAMBIARE...
E sì, cambiare ... il cambiamento avviene velocemente e prende l'anima ma soprattutto il corpo.
Nel mio caso una montagna di carne e ossa da 182 cm tenuta sempre in allenamento dal lavoro e dallo sport, anche a livello agonistico, comincia pian piano a divenire collina e poi pianura…
Ti ritrovi di punto in bianco su di un altro pianeta, schiacciato da un peso che neanche riesci a vedere, vorresti subito scrollartelo di dosso, ma non ci riesci ed ancora non hai la consapevolezza che invece tutto cambierà per sempre…

"Hai un tumore alla colonna vertebrale" ...

Bastano queste poche parole per far iniziare la "Muta" che vedrai passare davanti lo specchio degli occhi e dell'anima. Gli occhi vedono curvare le spalle in avanti, i muscoli raggrinzirsi e poi il dolore… il dolore alla schiena ogni giorno sempre più forte, fino a scatenare crisi epilettiche che abbattono la montagna in un battere di ciglia.
Intervento chirurgico, a dir dei medici sono tante le probabilità di non stare più in piedi, di non poter più camminare, di non poter più giocare con i tuoi figli… ma passi anche questa, la mia forza di vivere è stata più forte... ma nel post intervento arriva una nuova notizia… “Ti abbiamo dovuto togliere le faccette vertebrali per togliere tutto il tumore”!!! In quel momento ti senti tagliato a metà, non capisci e ti chiedi... ma con quale permesso lo ha fatto? perché si è preso parte di me?
Vedi il tuo corpo tagliato a metà, manca una piccola parte e sai che non sei più tu!
Il percorso psicologico per riprendermi da questo colpo è stato brusco e immediato…
IO NON STO MALE MI SONO DETTO, ciò che mi uccideva mi è stato tolto e allora non mi resta che dirlo alla mia anima, il corpo da oggi mi appartiene nuovamente!
Delle ossa tolte ne potevo fare a meno perché quel che conta è l'anima... e si, ricordi di avere un'anima, e ti ricordi dei pensieri che ti affollavano la mente prima dell’intervento…
Mi chiedevo: “che fine farà la mia anima? Rivivrò, sono cattolico e praticante, andrò in un posto migliore... e quelli che non sono credenti come me? cosa pensano? dove andrà la loro anima?”

La vera vita è iniziata dopo che il mio corpo è stato privato di una parte di esso... la mia anima si è estesa come mai avrei creduto…

Adesso sento suoni che non avevo mai sentito, profumi che non immaginavo neanche... e vedo tutto con occhi diversi... riesco persino a vedere ciò che gli altri non vedono...
Mi sono stati donati gli occhiali dell'anima, e mi sento un privilegiato assoluto.
Scusami se ho scritto tanto, mi è uscito tutto di getto, forse perché era già pronto dentro di me...
Prendi ciò che ti serve, prendi ciò che può servire a chi sente di aver perso ma non sa che ha solo iniziato a vivere veramente… chi ha guadagnato gli occhiali dell'anima.
Un bacio e buona giornata>>
Gianni Iandolo

Non ho voluto eliminare niente del testo di Gianni, ho voluto condividere con voi come realmente è nato questo post…
So che su questo argomento c’è tanto altro da dire, questo era solo l’inizio…

Spero che le nostre esperienze, le nostre emozioni, possano essere d’aiuto a chi sta passando un periodo difficile, a chi non si riconosce più, a chi, come dice Gianni, “Pensa di aver perso, ma non sa che ha solo iniziato a vivere veramente”…

Ricorda di non sentirti mai Donna o Uomo a metà… perché sei un’unità unica ben inserita nel mondo, devi solo avere la voglia di vivere e di lottare, e vedrai che appena inizierai ad utilizzare “gli occhiali dell’anima” tutto sarà più chiaro…


Il rapporto con il nostro corpo, come ci vedono gli altri e soprattutto come pensiamo ci vedano gli altri non è mai da sottovalutare… ma ricordiamoci che spesso chi ci guarda dall'esterno vede solo ciò che è visibile agli occhi… mentre come ci insegna Antoine de Saint-Exupéry  nel Piccolo Principe “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”…



I love life <3 

39 commenti:

  1. Bellissimo e di molto aiuto questo racconto, grazie

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  2. Che bel regalo Eleonora...;-)) Siamo privilegiati e ... non diversi;-)

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  3. lucida e preziosa testimonianza che sarà per tanti un grande, enorme, valido aiuto. Ma l'aiuto più grande lo dai tu non solo con le tue descrizioni ma con la positività che emani.... un abbraccio grande

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    1. Grazie Elena per le tue parole.... Spero vivamente che possa essere un valido aiuto.
      Un abbraccio

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  4. Magnifico post...un abbraccio a tutti e due

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  5. grazie per le vostre parole! Mi sentivo diversa a causa del cancro che mi ha cambiato, ma leggendo il tuo post mi sento meno sola e meno diversa
    Annamaria

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    1. Grazie Annamaria... Era proprio questo uno degli intenti del nostro post.... Far capire che non siamo soli, che molte cose accomunano noi pazienti oncologici (ma non solo oncologici), che le modifiche del corpo e dell'anima sono inevitabili, ma ciò non deve farci sentire diversi, soli, invalidi... ma esseri speciali :)
      Un caloroso abbraccio :*

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  6. Eleonora come sempre , mi STUPISCI !

    Il tuo post ha ,come sempre, un significato “ allargato” e cioè : serve ai malati oncologici , gli altri tipi di malati a chi invece pur essendo” sano” non si piace e decide di modificare il suo corpo , ma anche a tutti coloro che ad un certo punto della loro vita vengono costretti da eventi esterni a modificare il loro percorso di vita e le loro aspirazioni ed infine a tutti coloro che sono in contatto con pazienti e non pazienti , che subiscono tali trasformazioni!

    Descrizione come al solito encomiabile…… a parte il significato illuminante ed emozionante sei una vera e propria scrittrice.

    Complimenti ed auguri all’uomo che ha partecipato al tuo post , descrivendo coraggiosamente e profondamente , oltre che in modo scorrevole e piacevole dal punto di vista linguistico la sua esperienza di vita in riferimento all’argomento trattato.

    Come sempre un post per TUTTI !

    TVTB …….. ti auguro anche un bel principe azzurro ! Poiché “ .... ci son più cose in cielo e terra , O…….., di quante no ne studi la tua filosofia ...” da Amleto di W. S.


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    1. Intanto grazie anche da parte mia ;-) Il poter essere d'aiuto a chi sta male è per me di fondamentale importanza. Incontrare Eleonora per me è stato FULMINANTE...io ho parlato della mia malattia SEMPRE in questo modo, lei è stata la prima dopo tante persone incontrate in ospedale e non,a parlarne come me . Ho sentito una storia che parla di anime legate da un filo rosso di seta....prima o poi questi fili si acciorciano con il passare del tempo... fino al trovarsi per sempre ;-) questa storia parla di noi;-) Gianni

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    2. grazie Mamma per le tue parole...
      Gianni, anche per me è stato importante incontrarci... e sappiamo bene che non è stato un caso :)

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  7. Tu sei sempre stata sei e sarai sempre bellissima... Completa e non sono una donna con la D maiuscola ma anche una donna con le palle quadrate!!! Tu come Gianni ...
    E la vita per voi ha in mente tante di quelle cose belle che nemmeno riuscirete a gestirle tutte ^_^
    Ti voglio tanto bene!!
    <3 <3 <3

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    1. La vita per me è nata 2 volte;-) Grazie per gli attributi quadrati ;-))))))

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    2. anche io ti voglio tanto bene sorellina <3 <3 <3
      anche io sono nata per la seconda volta :)

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  8. ...lasci sempre senza parole....e qualche lacrimuccia scende sempre sul viso....ma fa stare meglio... per il solo fatto di sapere che esistono "angeli" speciali come te (anzi come VOI!) dai quali abbiamo tanto, anzi TUTTO, da imparare.
    tivogliotantobene

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    1. Grazie Simo.. anche io vi voglio bene. Baci per te ed Ali <3

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  9. Da poco sto seguendo il tuo blog ed é quindi chiaro che ti conosco troppo poco, ma di una cosa sono sicuro: sei splendida e rilfetti una luce interna così pura e abbagliante capace di riempire il buio che a volte conquista i miei (ma non esagero se dico nostri!) attimi tristi! Grazie perché questo vuol dire vivere e in qualche modo tu, un post dopo l'altro, ci stai insegnando a vivere!
    I love life <3

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    1. Caro Nicola, grazie per ciò che hai scritto... anche se io non mi sento di insegnare niente... al massimo attraverso la mia esperienza ed il modo in cui vivo ed assaporo la vita riesco ad aprire gli occhi, i sensi e l'anima delle persone che sono troppo impegnate a vivere una vita frenetica e spesso triste..
      Ovviamnte anche io ero così, e come dice Gianni, siamo cambiati dopo la scoperta del tumore, non abbiamo chiesto noi di cambiare... ma sono grata a Dio di avermi concesso l'opportunità di rivivere cambiando la mia vita, guardandola con gli ochiali dell'anima ed assaporandola minuto dopo minuto.
      Un abbraccio caloroso
      I LOVE LIFE <3

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  10. Questi tuoi post... lasciano sempre senza respiro... sei,siete l'autentica bellezza della vita! Carmy

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  11. oggi mi sento come se avessi ricevuto un doppio regalo dalla vita.... avere conosciuto la storia di Eleonora ed emozionarmi nel leggere in un blog (finalmente) la storia di Gianni, mio grande amico che, giorno dopo giorno, email dopo email riesce ad essere stimolo per me x combattere (anche se su fronti diversi) ogni difficoltà con un sorriso e tanta voglia di vivere...
    Vi dico "grazie" ragazzi.... grazie perchè, alle volte, siamo così presi dalla "futile quotidianità" che dimentichiamo quanto ricchi e fortunati siamo nonostante la "futile quotidianità"... grazie perchè con la vostra forza riuscite a dare nuovo valore non solo alla vostra vita ma anche a quella di chi ha la fortuna di incontrarvi sulla propria strada....
    Vi abbraccio forte...
    Maria

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    1. cara Maria, le tue parole mi hanno commossa... grazie..
      Siamo molto fortunati e spesso non ci rendiamo conto di ciò che abbiamo...per fortuna nella vita capitano degli eventi che ci portano a guardare il mondo con occhi, e cuore diversi...
      un abbraccio forte fore

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    2. Maria;-)). Così fai commuovere anche me..Sai come son fatto, e sai come ho sempre parlato della mia malattia.Eleonora non è altro che la mia fotocopia al femminile....ed io sono la sua fotocopia al maschile. Abbiamo in comune il grande amore per ciò che ogni giorno la vita ci dona...Lo scrivere per Eleonora per me è stato immediato ,quei pochi istanti che ho avuto per poterla guardare negli occhi ,sono stati per me fulminanti,difficilmente ho provato così tanta sintonia immediata con una persona come è successo con lei...e la felicità che mi ha dato poter allearci nel descrivere come " bello" ciò che abbiamo è indescrivibile;-) Non sempre si riesce ad apprezzare ciò che abbiamo..come dici tu , ma una volta indossati gli occhiali dell'anima tutto cambia .... Tu da quando ti conosco li avevi già;-) Un grosso abbraccio Gianni

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    3. allora vedete di mettervi presto in forza tutti e due che qui, a casa, urge collaborazione per lavori di manutenzione che Gianni conosce ormai da tempo.... garantisco allegria, spirito di sacrificio (Gianni, ricordati quante travi mi hai fatto dipingere sotto il sole :P ) e una buona bottiglia di vino dopo il sudato lavoro....
      una cosa è certa.... che, oltre ad aver collaborato a manutentare la mia casa, il vostro lavoro più arduo lo avete fatto nel manutentare la mia anima e la mia coscienza.... Gianni, amico mio carissimo ed unico, quegli occhiali di cui parli, probabilmente, hai ragione.... li avevo già.... ma chiusi e dimenticati in un cassetto e, credo sia superfluo dire grazie a chi mi sono ricordata di possederli..... ti volgio bene assaiiiiiiiii!!!!!!!!

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  12. Risposte
    1. Ciao Eleonora,
      sto abbastanza bene fisicamente... certo la mia pancia ogni tanto diventa un concerto di gorgoglii che nemmeno lo scarico di un lavandino è cosi...
      ed ogni tanto mi passano ancora brutte idee in testa. Attimi difficili quando rifletto sul futuro... ma poi penso a tutto l'amore che mi circonda e passa tutto :)
      Un abbraccio.
      Ale

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  13. Eleonora, Gianni, grazie per il bel post a 4 mani. Sono in ospedale in attesa del trapianto di midollo osseo e le vs parole mi supportano nel percorso psicologico, fisico e spirituale che sto compiendo per poter salutare il mio sistema immunitario malato che ha causato il linfoma e accogliere al meglio il midollo di un donatore e RINASCERE. Un abbraccio
    Chiara

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    Risposte
    1. Cara Chiara, mi fa piacere che le nostre parole ti siano d'aiuto....
      Spero che tu ti possa riprendere presto...
      Un caloroso abbraccio, e mi raccomando, lotta insieme al nuovo midollo per rinascere più forte di prima
      :*

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    2. Ciao Chiara ;-) Confermo quanto scritto da cummare Eleonora.. il piacere di esserti d'aiuto è grande;-) Io sono la prova concreta che da quello che tu hai si può venire fuori tranquillamente..a prescindere da tutto ciò che ti viene detto giusto e non giusto ,dal punto di vista medico e non ...lotta lotta lotta con te stessa e abbi fede .parla con la tua anima ed il tuo cervello , e anche quando ti sentirai peggio di quanto potevi imagginare..IMPONITI di stare bene .Tienici aggiornati sulle tue condizioni;-) Un grosso abbraccio Gianni

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    3. Il gran giorno è il 26....leggervi dà forza. Coraggio anche a voi, insieme ce la faremo!

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    4. Era quello che volevo leggere;-)))) Grande;-))

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  14. Cari Gianni ed Eleonora, ricchi d'amore, di vita, di coraggio creativo e di generosità, ho ritenuto che farvi conoscere questa meravigliosa poesia e persona fosse il più bel contributo che potessi dare al vostro ottimo blog

    VIVERE PER RACCONTARE. RACCONTARE PER VIVERE
    Vivere la propria storia d'incertezza,
    si desidera raccontare la malattia rara, con semplice naturalezza.


    Viverla nella condivisione, complicità e con amore,
    con il desiderio di essere circondati di persone buone, che sono la forza della vita, alleviano le sofferenze e ogni dolore.


    Ogni loro semplice azione, una parola, l'ascolto, un sorriso, ci riempiono di una gioia infinita.
    ci fanno sentire il colore umano di stare bene insieme e il bel profumo della vita.


    Vivere la malattia rara, bisogna dotarsi di un vero coraggio interiore,
    quello che ti da la forza di andare avanti e chiama a raccolta la nostra energia migliore.


    Quella forza che all'inizio della malattia ti viene a mancare,
    coltivando con convinzione la speranza, ti da il vantaggio di riuscire a ritrovare.


    Allora quella montagna che vedevi di fronte da scalare,
    l'affronti con ottimismo, se inizi il percorso con determinazione, tutte le difficoltà farà superare.


    Mettendosi a guardare le bellezze della natura, le stelle, il mare, l'alba, è tutto cosi fantastico, sembra di sognare,
    i suoi magnifici colori, l'azzurro del cielo, la freschezza dell'aria, il cinguettio degli uccelli, non smetteresti mai di ammirare.


    Vivere e raccontare la malattia rara con serenità e volersi bene, si supera ogni timore,
    fa riscoprire l'umanità delle persone e la bellezza dell'amicizia che è un grande valore.


    Quella bellezza che fa sparire il buio e porta dentro di noi la luce, illumina la mente e il cuore,
    ci porta a capire che per essere felici bisogna amare, stendere in tutte le direzioni il telo dell'amore.


    Sicuramente in cambio si riceverà, affetto, solidarietà e tanta dolcezza,
    infinito bene e non mancherà mai una carezza.


    La malattia rara ci offre una grande opportunità, con dignità di volare alto e che il valore della vita è il più bello che ci sia,
    va vissuto con serenità e in dolce armonia.


    Francesco Lena
    Via Provinciale ,37
    24060 Cenate Sopra (BG) Tel. 035/956434

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  15. Grazie di cuore Luisella, personalmente la trovo fantastica. Il contributo più che azzeccato;-)

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  16. Cara Luisella, grazie mille per le tue parole e per la splendida poesia.
    un abbraccio

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