<<Non è facile guardare in faccia la trasformazione
È il mio corpo che cambia
Nella forma e nel colore è in trasformazione
È una strana sensazione
In un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
E cambia e cambia e cambia e cambia> "Litfiba - Il mio corpo che cambia"
Il testo di questa canzone descrive i vari cambiamenti
del corpo che possono avvenire nel corso della vita a seguito di molteplici
eventi attesi ed inattesi…
Intanto ci sono le modifiche collegate allo sviluppo,
quelle collegate alla nostra volontà come diete, tatuaggi, piercing, operazioni
di chirurgia plastica; ma ci sono anche i cambiamenti a seguito di un tumore o
altre patologie…
Com’è difficile parlare delle trasformazioni del nostro
corpo… l’argomento è molto delicato e vasto.
Questo post nasce dalla voglia di poter descrivere ciò che
succede ad un malato oncologico che si ritrova a dover accettare e
identificarsi con le modifiche del corpo e dell’anima…
In questi anni sono tante le domande che mi sono posta,
infatti questo post si articola tra domande e risposte….
Ho seguito il consiglio di Gigi Marzullo: <<Si faccia
una domanda e si dia una risposta>>
Ma cosa succede
dopo un’operazione? è facile per noi riconoscerci?
Inizialmente, subito dopo un’operazione, è difficile
riconoscere noi stessi… ciò avviene con ogni tipo di operazione, anche con
quelle fatte per scelta, con consapevolezza, quelle fatte per “abbellire” il
corpo, come ad esempio operazioni al naso, al seno ecc… io sono sicura che
anche queste persone, inizialmente guardandosi allo specchio, non si
riconoscono...
Adesso pensiamo a quelle persone che subiscono interventi,
magari in emergenza, interventi salva-vita, senza aver chiesto nessuna modifica,
senza aver chiesto proprio niente…
Appena svegli la prima cosa che si prova (ovviamente parlo
della mia esperienza) è una sensazione indescrivibile... una voglia di vivere a
colori, di correre a pieni polmoni, di fare una passeggiata a mare, e soprattutto
un senso di benessere... e soprattutto la prima cosa che ho fatto è ringraziare
Dio per avermi permesso di vivere una nuova vita, per avermi dato la
possibilità di riaprire gli occhi e poter vedere le persone a me care, il
mondo... la vita.. anche se inizialmente ho avuto un rifiuto del “nuovo corpo”…
E il rapporto con
il corpo cambia?
Il mio corpo, specialmente la mia pancia, ormai è un
intreccio di cicatrici… segni indelebili della malattia, MA AL TEMPO STESSO
SONO SEGNI DI VITA…
Inizialmente non sopportavo le mie cicatrici, neanche
riuscivo a guardarmi allo specchio, ma poi è nata in me una nuova
consapevolezza…
La consapevolezza di essere viva e quindi quelle cicatrici
tanto odiate adesso sono diventate mie amiche… senza quelle cicatrici oggi io
non sarei qui.
Inizialmente avevo ribrezzo anche a toccarmi la pancia,
adesso invece, spesso, prima di addormentarmi, mi capita di accarezzare la mia
pancia, seguire il percorso delle cicatrici e ringraziare Dio per avermi donato
quelle cicatrici e quindi la possibilità di continuare a vivere…
Il mio corpo ha subito altre trasformazioni, non solo
quelle legate alle operazioni chirurgiche...
Per chi mi conosce sa che lo scorso Agosto ho dovuto rasare
i capelli a seguito della chemio... io ho accettato sin da subito questo
cambiamento (per chi non ha letto consiglio il mio post "Chi si innamora
di capelli e denti si innamora di niente"), perché comunque sapevo che era
solo una fase passeggera... adesso, visto che sto continuando ancora la
chemioterapia, probabilmente dovrò rasarli nuovamente, ma per me non è un
problema, ma capisco benissimo che spesso non è facile accettare anche questa
trasformazione....
Altra trasformazione subita dal mio corpo è l'essere
ingrassata e gonfiata, ed adesso con le nuove cisti ovariche enormi la mia
pancia è molto gonfia... mi da anche fastidio... ma so che passera anche
questo...
lo so, inizialmente non è facile accettare i cambiamenti,
ma pian piano e con il sostegno giusto ci si riesce....
E lo specchio?
Inizialmente lo specchio è un nemico, guardi quell'
immagine riflessa e ti chiedi: ma questa persona chi è?
Poi pian piano inizi a prendere confidenza, a conoscere
l'immagine e soprattutto riconoscerti.... poi ad un certo punto arriva la
magia...
Il sorriso... quel sorriso che di riflesso ti illumina doppiamente...
allora lì prendi consapevolezza dei cambiamenti, alcuni per sempre ed altri
solo passeggeri... ma prendi consapevolezza della vita e di quanto il tuo
corpo, seppur tagliato, mutilato, imbottito di farmaci, inizialmente odiato,
abbia compiuto un miracolo...
il miracolo della vita... si è adattato, seguendo i suoi
tempi di ripresa, alla nuova esistenza ed anche tu pian piano ti abitui alla
suo cambiamento...
In fin dei conti
cos’è il nostro corpo?
È solo un mezzo di locomozione, di comunicazione, di
condivisioni delle emozioni e delle esperienze guidate e scelte dalla
nostra anima…
Se ci soffermiamo a riflettere il nostro corpo è come un
oggetto... pensiamolo come ad un vaso…
Un bel vaso appena creato da un artigiano, bellissimo,
lucente, pronto a contenere fiori, oggetti, desideri… poi un giorno, arriva
l’evento inatteso… qualcuno un po’ sbadato o incurante della nostra
fragilità, ci fa cadere a terra….
Ci rompiamo in più pezzi…
A questo punto il nostro destino può prendere due strade…
La prima essere gettati via e magari successivamente essere
trasformati in un altro oggetto…
La seconda è essere riparati… i pezzi vengono incollati tra
di loro, con cura, stando attenti a mettere ogni pezzo al suo posto… il vaso
non sarà mai più quello di prima, ma con la riparazione potrà continuare a
vivere la sua vita e continuare a svolgere il suo compito, e chissà magari
successivamente sulle parti riparate verranno messe delle decorazioni per
renderlo ancora più bello e sicuramente unico!
Le modificazioni
del corpo in un malato oncologico derivano solo da interventi chirurgici?
Come ho detto gli interventi ti lasciano delle cicatrici,
ma non solo… dietro ad ogni cicatrice c’è l’asportazione di qualcosa…
Chi è più fortunato subisce l’asportazione solo del
tumore; ad alcuni vengono asportati organi interni, sia sani che pezzi di
esso; altri subiscono asportazioni più visibili perché a seguito di un
intervento hanno perso parti visibili del proprio corpo. Si possono perdere
parti afferenti alla femminilità come ad esempio l’asportazione del seno; parti
afferenti alla motricità, come ad esempio arti; parti afferenti alla sessualità
come asportazione di organi riproduttivi sia interni che esterni, ecc..
Perchè a seguito
di queste asportazioni, il malato oncologico spesso si sente
incompleto, frazionato, suddiviso, a metà?
Questo deriva anche delle conseguenze dei farmaci, della
chemio, della radio, dell’idea che ci siamo fatti di noi, e forse anche dal sapere
che il tumore era (è) dentro di noi…
Il tumore è qualcosa che è nato e cresceva dentro di noi…
da qui la voglia di dividere l’interno del nostro corpo… allontanare l’ospite
indesiderato, allontanare le cicatrici, rifiutare di accettare il nuovo “IO”
sia esterno che interno…
Io inizialmente mi sentivo così… una donna a metà, una
donna non donna… mi sentivo solo un corpo che lottava per la sopravvivenza, un
corpo che allontanava (senza attuare una negazione della situazione) il tumore
e tutto ciò ad esso collegato, e quindi anche le cicatrici…
Grazie al percorso psicologico sia individuale che di
gruppo, grazie alla possibilità di mettermi a confronto e poter
condividere le emozioni, le paure, le esperienze, "le cicatrici"
con DONNE splendide, le “mie colleghe di patologia”, ho avuto la reale
consapevolezza di me… del mio essere Donna, donna con la D maiuscola…
Ma cosa vuol dire
oggi essere Donna? una malata oncologica può ancora sentirsi e definirsi Donna?
Essere Donna non vuol dire assomigliare ai canoni sociali e
mediatici che ci vengono propinati, non vuol dire essere perfette fisicamente,
non vuol dire mettere al mondo dei figli, non vuol dire fare la moglie…
Essere Donna è molto di più e si può essere Donna anche con
parti del corpo mancanti, anche se non si può (o non si vuole) mettere al mondo
un figlio, anche se si decide di non sposarsi mai (ovviamente lo stesso mio
pensiero vale per l’Uomo)…
Il tumore, la chemioterapia, la radioterapia, i farmaci che
ti trasformano il viso ed il corpo facendolo somigliare ad un pallone oppure ad
uno stecchino, la mancanza di parti del nostro corpo, sia interne che esterne,
non devono MAI farci sentire DONNE o UOMINI A META’…
Perché noi malati oncologici (o ex malati oncologici) non
siamo a metà ma siamo esseri speciali, che hanno la possibilità di far vedere
agli altri cosa riusciamo a fare anche se non stiamo bene, anche se cadiamo,
anche senza alcune parti del corpo e con il cervello in confusione, anche se
doloranti nel corpo e nell'anima…
Perché noi malati oncologici magari non sappiamo come e quando cadremo,
e se ricadremo… ma sappiamo benissimo come rialzarci.
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Il mio corpo che cambia...
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E “l’Uomo oncologico”, come si
vede?
Ovviamente io sono una donna e
posso parlare solo della mia esperienza, del mondo femminile; riporto le mie
emozioni, le mie sensazioni e quindi non posso parlare dell’universo maschile…
ma siccome è un argomento molto interessante ho chiesto a Gianni, un Uomo
con la U maiuscola, un “collega di patologia”, di scrivere qualcosa della
relazione corpo/anima da un punto di vista maschile.
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Io&Gianni |
Allora ho mandato questa email a Gianni:
<<Ciao caro, come stai? Io oggi sono al
terzo giorno di chemio ma va tutto ok. Sto scrivendo un articolo per il blog
che vorrei chiamare "Donne ed uomini a metà con l'anima intera". Il
titolo è provvisorio ma comunque vorrei parlare del rapporto con il corpo,
delle modifiche che il tumore porta (interventi, asportazioni di parti visibili
e non, farmaci che ti cambiano l'aspetto) e descrivere come inizialmente
l'impatto sia così forte da farti sentire donna (o uomo se ciò avviene) a metà.
Ma poi per fortuna iniziando a vedere la vita attraverso gli occhiali
dell'anima (e tanto altro) e avendo l'anima intera non ci si senta più a metà,
ma un'unità ben inserita nella vita... d'altronde il corpo è solo il mezzo di
trasporto della nostra anima. Mi piacerebbe, se ti va, che scrivessi qualcosa
su questo argomento così pubblico due punti di vista ed ovviamente due rapporti
diversi con il corpo, che ne pensi? Un bacio e buona giornata. >>
Questa è stata la risposta di Gianni:
<<Ciao cara, sarebbe stato bello
scrivere qualcosa guardandoci negli occhi, ma come al solito il lavoro, gli
impegni e la salute decidono anche per noi!
Il mio rapporto con l'anima è mutato
tantissimo dopo la malattia, molti già balzano dalla sedia solo a leggere
queste poche parole, è triste ti dicono, perché bisognerebbe cambiare prima, ma
non abbiamo chiesto noi di ammalarci e non abbiamo chiesto noi di CAMBIARE...
E sì, cambiare ... il cambiamento avviene
velocemente e prende l'anima ma soprattutto il corpo.
Nel mio caso una montagna di carne e ossa da
182 cm tenuta sempre in allenamento dal lavoro e dallo sport, anche a livello
agonistico, comincia pian piano a divenire collina e poi pianura…
Ti ritrovi di punto in bianco su di un altro
pianeta, schiacciato da un peso che neanche riesci a vedere, vorresti subito
scrollartelo di dosso, ma non ci riesci ed ancora non hai la consapevolezza che
invece tutto cambierà per sempre…
"Hai un tumore alla colonna
vertebrale" ...
Bastano queste poche parole per far iniziare
la "Muta" che vedrai passare davanti lo specchio degli occhi e
dell'anima. Gli occhi vedono curvare le spalle in avanti, i muscoli
raggrinzirsi e poi il dolore… il dolore alla schiena ogni giorno sempre più
forte, fino a scatenare crisi epilettiche che abbattono la montagna in un
battere di ciglia.
Intervento chirurgico, a dir dei medici sono
tante le probabilità di non stare più in piedi, di non poter più camminare, di
non poter più giocare con i tuoi figli… ma passi anche questa, la mia forza di
vivere è stata più forte... ma nel post intervento arriva una nuova notizia…
“Ti abbiamo dovuto togliere le faccette vertebrali per togliere tutto il
tumore”!!! In quel momento ti senti tagliato a metà, non capisci e ti chiedi...
ma con quale permesso lo ha fatto? perché si è preso parte di me?
Vedi il tuo corpo tagliato a metà, manca una
piccola parte e sai che non sei più tu!
Il percorso psicologico per riprendermi da
questo colpo è stato brusco e immediato…
IO NON STO MALE MI SONO DETTO, ciò che mi
uccideva mi è stato tolto e allora non mi resta che dirlo alla mia anima, il
corpo da oggi mi appartiene nuovamente!
Delle ossa tolte ne potevo fare a meno perché
quel che conta è l'anima... e si, ricordi di avere un'anima, e ti ricordi dei
pensieri che ti affollavano la mente prima dell’intervento…
Mi chiedevo: “che fine farà la mia anima?
Rivivrò, sono cattolico e praticante, andrò in un posto migliore... e quelli
che non sono credenti come me? cosa pensano? dove andrà la loro anima?”
La vera vita è iniziata dopo che il mio corpo
è stato privato di una parte di esso... la mia anima si è estesa come mai avrei
creduto…
Adesso sento suoni che non avevo mai sentito,
profumi che non immaginavo neanche... e vedo tutto con occhi diversi... riesco
persino a vedere ciò che gli altri non vedono...
Mi sono stati donati gli occhiali dell'anima,
e mi sento un privilegiato assoluto.
Scusami se ho scritto tanto, mi è uscito
tutto di getto, forse perché era già pronto dentro di me...
Prendi ciò che ti serve, prendi ciò che può
servire a chi sente di aver perso ma non sa che ha solo iniziato a vivere
veramente… chi ha guadagnato gli occhiali dell'anima.
Un bacio e buona giornata>>
Gianni Iandolo
Non ho voluto
eliminare niente del testo di Gianni, ho voluto condividere con voi come
realmente è nato questo post…
So che su questo
argomento c’è tanto altro da dire, questo era solo l’inizio…
Spero che le nostre
esperienze, le nostre emozioni, possano essere d’aiuto a chi sta passando un
periodo difficile, a chi non si riconosce più, a chi, come dice
Gianni, “Pensa di aver perso, ma non sa che ha solo iniziato a vivere
veramente”…
Ricorda di non
sentirti mai Donna o Uomo a metà… perché sei un’unità unica ben inserita nel
mondo, devi solo avere la voglia di vivere e di lottare, e vedrai che appena
inizierai ad utilizzare “gli occhiali dell’anima” tutto sarà più chiaro…
Il rapporto con il
nostro corpo, come ci vedono gli altri e soprattutto come pensiamo ci
vedano gli altri non è mai da sottovalutare… ma ricordiamoci che spesso chi ci
guarda dall'esterno vede solo ciò che è visibile agli occhi… mentre
come ci insegna Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe “Non
si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”…

I love life <3